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giovedì 17 maggio 2018

Recensione - Tè, Zucchero e Segreti - di Nancy Naigle


TÈ, ZUCCHERO E SEGRETI



TRAMA

La bella e risoluta Jill Clemmons ha deciso di abbandonare Adams Grove, il paesino di campagna dove è nata, per costruirsi una nuova vita in Georgia. Ma in quel remoto angolo di Virginia ha lasciato il suo affetto più grande, la nonna Pearl, che l’ha cresciuta come una figlia dopo la morte dei genitori. Il suo cuore si è allontanato anche da Garrett Malloy, il fidanzato di un tempo e una delle ragioni per cui Jill ha deciso di andarsene.
Quando tutto il paese si ritrova a piangere l’improvvisa scomparsa dell’amata Pearl, Jill ritorna ad Adams Grove per occuparsi del funerale e delle cose della nonna. La casa di Pearl custodisce però dei segreti inattesi. Segreti che riguardano il passato della nonna, ma anche il presente di Jill, e quello di Garrett. Segreti che, innescando una strana serie di eventi, faranno riavvicinare i due. Segreti che metteranno Jill di fronte a una scelta decisiva, e le insegneranno il valore più profondo dell’amore.


RECENSIONE

Ripensando a questa lettura, la prima cosa che mi viene in mente è: per fortuna non amiamo tutti quanti gli stessi libri… però non posso che restare sorpresa dalle quattro stelline guadagnate fino a prima che pubblicassi la mia recensione.
Eppure questo libro iniziava tanto bene…:

Vivi la tua vita in modo che ogni mattina, quando posi i piedi sul pavimento, Satana sussulti ed esclami:
Merda, si è svegliata!”

Peccato che da subito abbia iniziato ad odorare da romanzetto rosa sotto alla media.
Ho resistito perché in qualche recensione avevo letto che qualcuno aveva avuto la mia stessa impressione, ma che poi ad un certo punto il libro si era ripreso.
Ho pensato di aver trovato quel punto in cui l’autrice finalmente inizia a scrivere qualcosa che valga la pena sottolineare, quando finalmente mi sono imbattuta in una frase che mi è piaciuta:

“È così che funziona nelle piccole città: se non ti ricordi come stai, non devi preoccuparti, tutti gli altri lo sanno già”

Ma oltre a questo, non ho trovato altro di interessante.
Il libro mi ha annoiata, un elenco di “lei ha fatto” e “lui ha detto”, finale prevedibile già dalle prima pagine.
Dulcis in fundo:
Il cane della protagonista, essendo un bovaro del bernese, sbava per tutto il tempo di lettura.
Ciò non è né poetico né umoristico, però chi ha un cane simile può prendere spunto dall’idea geniale messa in atto da Jill.

Jill gli mise l’asciugamano rosa sotto il muso, poi fece passare il filo di un gomitolo (un gomitolo di lana della nonna morta) fra la base e il lato superiore per fissarglielo al collo… Clyde agitò la testa e sollevò una grossa zampa in aria, cercando di raggiungere il tessuto sotto il collo…
…il cane si sdraiò accettandola sconfitta. Era intelligente, bisognava riconoscerglielo.”

Era intelligente…

Alla Prossima, Elena.



                                                            

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