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lunedì 18 giugno 2018

Secondo caffè letterario a Trenzano...




Eccomi come promesso a parlarvi di questo secondo appuntamento con il caffè letterario di Trenzano, in questa serata abbiamo avuto come ospiti tre grandi nomi Silvia Raccagni pallavolista che ci ha presentato il suo libro, Flavio Bucci un grande attore e Roberto Durkovic che ci ha accompagnato con la sua splendida musica per tutta la serata.

Una serata davvero ricca ed interessante di cui l’unica pecca è stata la poca affluenza di pubblico, nonostante questo però (come si dice pochi ma buoni), la serata si è svolta tra risate, riflessioni e canti. Ora vi presento i protagonisti e attraverso mini video della serata potrete curiosare anche voi.



Silvia Raccagni

Siamo Iceberg, viviamo congelando emozioni e pensieri per seguire la diplomazia che ci impone il nostro ruolo da giocatori, mostriamo solo la punta timida di un’immensità di cose che stanno ben nascoste.
Quando siamo bravi svuotiamo felicità, dubbi e nervosismi all'interno dei rapporti che ci fanno sentire al sicuro e poi davanti agli altri ostentiamo tranquillità, sminuiamo alcune cose che in un’annata ci spaccano la testa.
La gioia anch'essa quando possiamo urlarla va contenuta dentro le righe e così siamo iceberg di cui tutti vedono solo la parte minima, quella che esce ma tutto ciò che ci muove che ci spinge che ci rende vivi è lì sotto l’acqua.


Mi sono seduta a scrivere degli articoli senza sapere se il mio modo di vivere la pallavolo fosse una cosa che appartenesse a me soltanto e invece ho avuto la conferma che ognuno di noi è pieno di emozioni, paure e pensieri comuni e così ho provato a scriverli nero su bianco anche se un libro non potrà mai contenere la storia e la realtà di ognuno e tutto ciò che si prova facendo una vita così. Non sono una scrittrice ma ho qualcosa da raccontare, non aspettatevi un libro tecnico o prettamente autobiografico, prendendo spunto dagli articoli che ho scritto per il sito illatob.it ho cercato di parlare di pallavolo e di come la vive chi fa questo sport.


                                        

Roberto Durkovic e i Fantasisti del Metrò

Roberto Durkovic è nato in Italia ma le sue origini praghesi trapelano dalle sonorità mitteleuropee impresse alla sua musica. Da oltre 12 anni vanta una prolifica collaborazione artistica e interculturale con un gruppo di musicisti tzigani incontrati nei vagoni della metropolitana di Milano. Affascinato dal loro talento ha perseguito e concretizzato con volontà testarda un progetto artistico che coniuga, senza attriti, il ritmo allegro della musica Rom con la sofisticata canzone italiana d’autore, senza trascurare i colori della rumba e del  flamenco oltre alle pennellate di tango argentino che denotano la grande stima di Durkovic per Astor Piazzolla. Il gruppo si è recentemente allargato con i figli dei "fantasisti del metrò" ed artisti italiani che hanno entusiasticamente abbracciato il progetto artistico di Roberto Durkovic e ora comprende, oltre a Durkovic stesso (chitarra, voce), Ion Bosnea (clarinetto), Massimiliano Alloisio (chitarra), Adrian Dumitru (chitarra), Florian Albert Mihai (fisarmonica), Davide Marzagalli (batteria e percussioni), George Bosnea (violoncello), Minel Lupu (contrabbasso), Ugo Begliomini (basso elettrico) ed Emilio Rossi (tastiere).



A seguito di numerose esibizioni e ben quattro album pubblicati insieme, la magia dei fantasisti si consolida ulteriormente con questo quinto CD composto da 10 brani inediti e una cover dedicata a Guccini. Questo disco è una testimonianza che sgorga dal vissuto quotidiano ed è permeato dal rispetto sensibile verso le culture altrui slegate da ogni colore. Come i fili di una ragnatela, Durkovic raduna il mondo Rom con le sue sfaccettature, le canzoni legate ai ricordi ed eredità di grandi cantautori italiani, aiutandoci a scoprire che in questo mondo sommerso si cela un pozzo di emozioni da raccogliere. Solo uno come Durkovic poteva trasfondere in un brano garbato come "Strade aperte" la realtà del mondo Rom dosando sapientemente estrema leggerezza con velata denuncia. Altro brano di innegabile valore, il cui testo merita un attento ascolto, è "Il badante" che, con amara ironia, enfatizza la realtà di tanti immigrati che hanno lasciato la propria prigione abbagliati dal miraggio della libertà. Con rassegnata tristezza, scopriranno di essere imprigionati dietro sbarre ancora più solide, senza nemmeno più la consolazione effimera del sogno. "Malà strana" è un delicatissimo  brano dove armonia e ricordi si fondono in una perfetta alchimia e ci proiettano immediatamente nell’atmosfera della magica Praga. Dalla rielaborazione davvero inconsueta e personale di "Il vecchio e il bambino" di Guccini, traspare l'omaggio per il cantautore preferito di Roberto Durkovic nonché fautore del suo imprinting musicale. Come succede nei concerti live, anche qui a metà disco vere perle strumentali tzigane fanno apprezzare meglio questo popolo, sicuramente quello più vicino alla musica pura, mentre virtuosismi musicali inducono a danzare come avviene spontaneamente nei loro concerti. L'intero disco scorre piacevolmente tra brani di grande levatura tecnica, in bilico come sempre tra festosità e malinconia, utilizzando appieno la riuscita formula strumentale che accomuna e rigenera un groviglio di tradizioni balcaniche, gitane e del grande cantautorato italiano.
Il CD è distribuito a livello nazionale da Edel.



Flavio Bucci
ETÀ: Ha 71 Anni
NASCE A: Torino, Italia
NASCE IL: 25/05/1947

                                              

Attore. Ha frequentato la Scuola del teatro Stabile di Torino. Ha esordito nel cinema nel 1971 con "La classe operaia va in paradiso" di Elio Petri. Ha raggiunto il successo nel 1978 con la produzione televisiva "Ligabue" diretta da Salvatore Nocita. Nel corso della sua carriera oltre ad aver partecipato a numerose produzioni teatrali (molte delle quali da lui anche scritte) e cinematografiche ha lavorato nel doppiaggio e ha prodotto alcuni film tra cui il primo lungometraggio di Nanni Moretti "Ecce Bombo" (1978). In televisione è stato tra i protagonisti di "Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana" (1982) di Piero Schivazappa, "I promessi sposi" (1989) di Salvatore Nocita e la prima edizione de "La Piovra" (1984).









Naturalmente questi sono piccoli spaccati di una grande serata, purtroppo per motivi di spazio non ho potuto caricare per intero i video, ma spero tanto che questo articolo vi sia piaciuto.
Alla prossima Emanuela.



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