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giovedì 7 giugno 2018

Recensione - Killer,amore e morte - di Irene Catocci


Titolo: Killer Amore e morte
Autore: Irene Catocci
Genere: Dark Contemporaneo


Trama
"L’ossessione per te incendia il sangue, ingrossa le vene dei polsi.
La tensione cresce, gli occhi lampeggiano e la stretta si fa possente, prigioniera.
Si fa preda e carnefice.
E tu, piccolo angelo, scosta il viso, fai aderire il corpo ma rivolgi il tuo sguardo altrove.
Non a me che sono il re del nulla, del mio cuore lacerato.
Il mio volto ha mille facce ma, con te, ritrovo me stesso.
E questo mi terrorizza."

La vita è come il teatro: portiamo delle maschere per piacere agli altri o per nasconderci fra la gente, ma qualsiasi sia il motivo che ci porti a diventare attori di noi stessi, viviamo un’esistenza fatta solo di apparenze.
Dicono che siamo ciò che viviamo, e forse è vero. Però, a volte, ci sono dei meccanismi radicati talmente in profondità dentro il nostro cervello da diventare una parte di noi, in grado di plasmarci e indicarci la via da percorrere.
Mi chiamo Davide Profeta e il mio mondo è diviso in due entità distinte. Durante il giorno fingo una vita che non mi appartiene, tra Chiara, la mia fidanzata, e il lavoro allo studio legale. La realtà, però, è un’altra: la mia anima è nera come l’inchiostro, e la notte, quando il buio diventa la mia casa, aspetto il momento propizio per far uscire il mio vero io. Uccido. Lascio libero sfogo al mostro che cova impaziente dentro di me. Uccido perché questo mi rende me stesso. Uccido perché non posso farne a meno.
Questa che leggerete è la mia storia, e io ve la racconterò dal momento in cui il mio sguardo s’è incatenato a due occhi acquamarina. Da quando tutto è andato a puttane e lui è diventato la mia ossessione e il mio calvario.


Recensione

Salve lettori e lettrici, oggi vi parlerò di Killer, Amore e morte, un romanzo Dark contemporaneo M/M. Allora, prima di parlarvi del romanzo in questione, vorrei precisare che è la prima volta che leggo questo genere, e per questo ci tengo a ringraziare Irene per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima.
Premetto una cosa, amo profondamente lo stile di scrittura di Irene, ogni volta mi sembra di leggere dei versi poetici. Il suo modo di scrivere è lineare, accattivante e fluente, ma soprattutto, riesce sempre ad invogliarmi a leggere, a sapere sempre di più.
In questo romanzo sono due i personaggi rilevanti: l'enigmatico serial killer Davide e il dolce e sensibile Noah.

Ma parliamo ora brevemente di lui, del killer...
Davide apparentemente è un uomo equilibrato e con una vita più che perfetta. Una fidanzata che lo ama al proprio fianco, un lavoro come avvocato di tutto rispetto, al fianco di suo padre, anche se quest'ultimo si è sempre dimostrato distante e freddo, e per finire Tornado, un cane fedele e sempre affettuoso.
Ma tutto questo è una farsa, un modo per sembrare normale, un modo per nascondere ciò che si annida nella sua anima nera.
Davide è un Killer, un uomo che si nutre delle paure delle sue vittime, un uomo che ama infliggere dolore.
Come tutti i serial killer che si rispettino, anche lui ha un passato oscuro e travagliato. Cresciuto con la convinzione di essere un abominio, un errore, insomma il peccato...
Ma tutto questo cambia nel momento in cui incontrerà due profondi occhi acquamarina...
Una dura lotta interiore prenderà vita dentro di sé, con continui ripensamenti e scatti d'ira, che lo porteranno verso una strada senza ritorno.
Lui lo sa bene, quell'incontro ha cambiato tutto, ci sono solo due soluzioni: Ucciderlo o lasciarsi andare...
Quell'Angelo ha saputo portare la luce dentro Davide, ma nello stesso tempo lo ha spinto verso qualcosa di incomprensibile e di mai provato...


Ma alla fine...
Lo scoprirete solo leggendo la storia. Allora che aspettate? Mettetevi nei panni del Killer.
Concludo dicendo che questa storia è molto intensa, odierete e amerete il Killer, e in certi frangenti farete il tifo per lui.
Noah è un ragazzo dolce, che guarda solo con gli occhi dell'amore, andando contro tutto e tutti, anche contro le apparenze.
Complimenti a Irene Catocci, continua così.
Alla prossima, Maria.

                                                               

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