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martedì 29 maggio 2018

Segnalazione - Sice Le bambole non hanno diritti - di Fernando Santini



Titolo: SICE Le bambole non hanno diritti
Autore: Fernando Santini

Casa Editrice: Dark Zone Edizioni
Genere: Thriller
Pagine: 224
Data prima edizione Ebook: maggio 2016
Data prima edizione cartacea: 25 ottobre 2017
Link per acquisto:
https://www.amazon.it/Sice-bambole-non-hanno-diritti/dp/8899845239
http://www.dark-zone.it/prodotto/sice-le-bambole-non-diritti/

Il Vice Questore Marco Gottardi ha avuto un passato importante nei reparti operativi della Polizia di Stato. Dopo aver vissuto sulla sua pelle la violenza della lotta alla criminalità si è ritirato a gestire un tranquillo commissariato romano. La sua esperienza e la sua capacità di gestione dei propri uomini non possono, però, essere sprecate. È a lui che i vertici del ministero degli Interni affidano il comando di una nuova unità: la Squadra Investigativa Crimini Efferati. La prima indagine in cui la Squadra sarà coinvolta riguarderà la morte di un regista cinematografico, forse collegata all'uccisione di un adolescente il cui corpo, orrendamente torturato, è stato ritrovato alla foce del Tevere. Nel corso della propria azione investigativa, la S.I.C.E. troverà un alleato, anche se non particolarmente gradito al Vice Questore Gottardi: un'organizzazione segreta denominata ARCO, i cui membri hanno deciso che il fine giustifica i mezzi e che quindi si può usare la violenza per far trionfare la giustizia.

Estratto

L’uomo si rigira sul pagliericcio. Le mani, legate dietro la schiena, gli rendono difficili i movimenti. Con lo sguardo cerca di capire dove sia. Il bavaglio gli crea problemi nel deglutire. Il sole, entrando da uno spiraglio lasciato aperto dai suoi sequestratori, colora di rosso le pareti della stanza facendogli capire che il tramonto si sta avvicinando.
«Caro Andrea, siamo svegli?» gli domanda un uomo vestito in una tuta nera e con il viso coperto da un passamontagna.
L’uomo lo osserva senza muoversi. Non prova neanche a rispondere, poiché il bavaglio renderebbe incomprensibile quello che lui potrebbe dire.
«Hai ragione, non puoi rispondermi. Non preoccuparti, tra qualche minuto potrai parlare. Ti sarai domandato chi siamo. Noi siamo i buoni e sappiamo in cosa sei coinvolto. Sappiamo dei tuoi film, conosciamo i tuoi interessi professionali. Sappiamo dei tuoi legami con gli Sgulli. Ora ti starai domandando cosa vogliamo da te… Semplice, sappiamo tanto, ma non abbiamo prove. Per alcuni di noi questo non sarebbe un problema e ti infliggeremmo, senza alcun dubbio, una dura pena. Però, per tua fortuna, la maggior parte di noi vuole agire seguendo una diversa linea etica. Quindi, abbiamo bisogno della tua confessione», gli dice l’uomo mascherato continuando a girare intorno al giaciglio.
«Sono sicuro che stai pensando che non ci dirai nulla. Voglio tranquillizzarti. Parlerai. Ti chiedo, come favore personale, di provare a resistere a lungo alle richieste che ti faremo. Io appartengo al gruppo di quelli che pensano che dovremmo punirti senza attendere oltre e ci troverò gusto a lavorarmi il tuo corpo mentre dirai di non sapere nulla. Però voglio rassicurarti, non ti permetterò di morire. Sarebbe troppo comodo per te», gli dice facendo cenno a un altro uomo, entrato da pochi secondi nella stanza, con cui si avvicina al prigioniero.
I due uomini lo sollevano dal giaciglio e lo mettono su una sedia al centro della stanza. Uno degli uomini gli libera le mani, mentre il secondo prende una catena, che pendeva dal soffitto, e aiutato dal suo compagno, lega le mani del regista per poi sollevarle sopra la testa di Saudelli.
«Allora, caro Andrea, ora ti togliamo il bavaglio», gli dice l’uomo mascherato.
«Cosa cazzo vuoi sapere?!» domanda il regista una volta liberata la bocca.
«Vedo che sei intelligente. Non hai provato a urlare.»


Biografia dell'autore


Mi chiamo Fernando Santini, ho 52 anni e vivo a Roma. Lavoro da oltre trent’anni nel settore bancario e negli ultimi 20 anni mi sono occupato delle attività di vendita dei servizi di Cash Management ad Imprese con più di 300 milioni di euro di fatturato. Il mio lavoro mi porta spesso in giro per l’Italia ed ho, così, occasione di visitare luoghi diversi e la possibilità di incontrare una discreta quantità di persone. 

Nel corso degli ultimi due anni ho sentito il bisogno di scrivere per esternare le mie idee ed emozioni. Ho scelto di utilizzare la via del selfpublishing e della stampa in autonomia di un numero limitato di copie (tra le 50 e le 100) dei miei lavori perché avevo voglia di verificare la risposta di un gruppo di conoscenti a quanto da me prodotto. 

Le bambole non hanno diritti è il quinto romanzo da me scritto ed è il primo di una serie che ritengo possa svolgersi in almeno 6 romanzi .

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