martedì 18 luglio 2017

DOPPIA RECENSIONE - I RAMI DEL TEMPO- DI LUCA ROSSI

Recensione I rami del tempo
 


 Titolo: I rami del tempo volume 1 E 2
Autore: Luca Rossi
Pagine: 150 / 170
Genere: Fantasy




Sinossi
Una pioggia di schegge stermina il popolo di Turios. Si salvano Bashinoir, gravemente ferito, sua moglie Lil e la sacerdotessa Miril. Vorrebbero dare degna sepoltura ai propri cari, ma i cadaveri sono scomparsi. L’unica speranza di salvezza risiede nelle protezioni magiche del tempio. Tuttavia devo far fronte a minacce oscure. Un’ombra infesta i loro cuori per dividerli e distruggerli. I loro corpi sembrano perdere sempre più consistenza. Alla vicinanza tra le due donne si contrappone sempre più marcato isolamento di Bashinoir.

Recensione volume 1

Ho cominciato a leggere questo romanzo invogliato dalla trama e dal
genere. Il racconto è ricco di avvenimenti e dettagli soprattutto sui 
protagonisti, nonostante il romanzo non sia molto lungo. La 
struttura e la sintassi sono molto completi e l’autore ci fa assaporare
e vivere i vari odori e sentimenti che i protagonisti della saga 
provano e sentono.
La lettura del romanzo ha un andamento lento che ti penetra e ti 
fa assaporare ogni parola, passando dalla paura alla bramosia e la
sete di sesso del re Beanor, alla gelosia e dal senso di sconforto che
assale il nostro bel Bashinoir, nei confronti della moglie e della 
sacerdotessa.
I luoghi descritti per il regno di Isk mi ricordano le terre del nord 
Europa fredde ed inospitali, per quanto riguarda l’isola di Turios mi 
ricordano i Druidi e i loro riti magici.
Un aspetto che non mi è piaciuto è quello di non aver approfondito i
personaggi del capitolo 12, e dal mio punto di vista di semplice
lettore la mancanza di un introduzione all’inizio del libro.

Sinossi
Dopo essere tornata indietro nel tempo per salvare l’isola di Turios e
ricucire il tessuto temporale, Lil, in fin di vita, viene curata
nell’antico villaggio dei suoi avi, la cui ribellione scatena la pesante

rappresaglia dell’esercito reale. Rimasta sola e separata dalla sacerdotessa Miril, sua guida e compagna, si trova di fronte a una
scelta impossibile: rinunciare alla propria vita e a quella di tutti gli
abitanti del suo mondo salvando i rivoltosi o assistere impassibile al
loro sterminio.
Intanto Miril è tenuta prigioniera nel Palazzo Reale dei nemici, dove
tutti i suoi poteri sono inefficaci contro una magia ben più antica e
potente della sua, e dove, per riguadagnarsi la libertà, dovrà 
superare una serie di prove mortali nelle quali il pericolo maggiore è
rappresentato da se stessa.
Nel futuro, la bellissima regicida Milia attende mestamente la sua 
esecuzione nel regno stravolto dai cambiamenti della regina Aleia,
capace in poco tempo di ridare lustro e importanza al trono e 
conquistare il popolo. La nuova Isk, però, è minacciata dagli 
sconvolgimenti messi in moto dal mago Aldin, tanto da costringere
la sovrana a guidare una pericolosa spedizione nel passato.

Le modifiche temporali scatenano tuttavia degli effetti sempre
diversi, portando Lil a spingersi ben oltre il limite nell’utilizzo dei
suoi poteri magici, al punto da abusarne e attirare persino
l’attenzione di chi detiene il potere assoluto sull’evoluzione dei 
pianeti. Nel nucleo centrale del governo della Federazione dei Mondi,
il Presidente Molov non perde tempo a decretare la più grave delle punizioni per chi si è reso colpevole dell’uso di un potere che si credeva scomparso da millenni.

Recensione volume 2

Nel secondo capitolo della saga “I rami del tempo” L’erede della Luce, ritroviamo le nostre protagoniste alle prese con potenti maghi caratterizzati da una notevole energia oscura. Quest’ultime dovranno impegnarsi oltre i loro limiti fisici ma soprattutto mentali, che lasceranno il lettore a bocca aperta e in suspance.
Anche in questo secondo capitolo non mancheranno momenti di erotismo e passione tra Lil e Miril, tra la regina Aleia e le sue suddite in un harem solo femminile.
Le nostre sacerdotesse faranno di tutto per riuscire a rimediare alla catastrofe, in una corsa contro il tempo per salvare il pianeta.
In questo secondo romanzo l’autore pigia sull’acceleratore, colpendo il lettore con continui colpi di scena e spingendolo a continuare a leggere pagina dopo pagina senza sosta e senza dilungarsi inutilmente.
Lo svolgimento della trama diventa mano a mano sempre più interessante con un finale inaspettato, all'inizio pensavo che questo aspetto avrebbe rovinato il romanzo ma alla fine invece calza alla perfezione, chiudendo così il cerchio magico iniziato nel primo capitolo.

A presto, Davide.

                                              

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