giovedì 8 giugno 2017

RECENSIONE - SENTI COME CANTA IL CUORE - MARCO CANELLA

Oggi la nostra Elena ci racconta cosa le è piaciuto di questa sua ultima lettura,vi anticipo già che ne è stata entusiasta,quindi non ci resta che leggere la sua recensione.




SENTI COME CANTA IL CUORE
MARCO CANELLA
GENERE:ROMANCE
PAGINE:198

Trama

Quando Marco decide di farsi ricoverare in un Hospice, Vanessa fa di tutto per cercare di alleviare le sue sofferenze. Lo coccola, si prende cura di lui, di tanto in tanto porta in visita Birbo, il loro cagnolino. Ma Vanessa non si limita a questo. Marco è uno scrittore professionista che scrive romanzi rosa con lo pseudonimo di Meli Writer. Quando lui le propone di spiegarle tutti i segreti della scrittura affinché possa prendere il suo posto, lei accetta. Inizia così un entusiasmante percorso fatto non solo di lezioni teoriche ma anche pratiche. Quando i due, mano nella mano, chiudono gli occhi, riescono a "vivere" ciò che viene prodotto dalla loro fantasia. "Senti come canta il cuore" è quello che Marco le dice, per spiegarle come si fa a capire quando un'idea è quella giusta. Nel frattempo, una notizia inattesa sconvolge Vanessa. Scopre che la vita da una parte le sta portando via la cosa più cara che ha, ma dall'altra le sta donando un qualcosa di grandioso e inaspettato. La vita, nel bene o nel male, riesce sempre a stupire. Un istante è sufficiente per rimescolare tutte le carte, e per scombinare, ancora una volta, i pensieri di Vanessa. 

"Sono entusiasta di questo autore, tenetelo d’occhio perché non potrà che migliorare."

In questo libro ho trovato tutto lo sforzo nell’inanellare le parole, che nessuno scrittore vi racconterà mai, ma di cui dovremmo sentirne la presenza nella prosa che ci propone.
In realtà lui però ve lo racconta…sì perché “Senti come canta il cuore” è quasi un manuale di scrittura, raccontato e spiegato attraverso la voce del protagonista.
Marco è prima di tutto uno scrittore di romance, ma purtroppo anche un uomo malato terminale che affronta una corsa contro il tempo affinché la sua  Meli Writer, lo pseudonimo con cui firma i suoi libri, non scompaia con lui.
A causa della malattia è costretto a trascorrere gli ultimi giorni in un letto di ospedale, e qui si sforza di trasmettere tutte le sue conoscenze alla moglie Vanessa, in un passaggio di testimone che permetterà ai suoi sogni di continuare a brillare.
L’ambientazione, sempre la solita stanza in cui Marco è ricoverato, riduce le aspettative del lettore a causa dell’impossibilità del protagonista di compiere tutta quella serie di azioni che normalmente costruiscono una  trama: fare, andare, vedere, incontrare... tutto ciò non può accadere con la varietà di scelte che un’altra ambientazione potrebbe offrire.
Eppure Marco Canella ha la capacità di farlo parlare e pensare facendogli compiere una gran quantità di azioni, che mantengono viva l’attenzione nel lettore.

“Mi accarezza la fronte, gli occhi, gli zigomi, la bocca. Abbasso le palpebre e lascio che la sua dolcezza mi attraversi”.

È straordinario come riesca a mostrarci una vastità di elementi senza cadere mai nella noia, tanto che ho di gran lunga preferito le parti raccontate in prima persona da Marco in quell’asettica stanza di ospedale, ai flashback e alle brevi parti narrate dal punto di vista di Vanessa.

“Devi essere in grado di mostrare il tuo personaggio al lettore. Lo deve vedere mentre si muove, lo deve sentire parlare. Ecco, in questo modo lo avrai caratterizzato al meglio”.

Probabilmente il mio giudizio è stato influenzato da ciò che sono anche le mie passioni, perché se leggere un romanzo intero in cui il protagonista svela aneddoti, tecniche e trucchi sulla scrittura e l’editoria mi ha divertita, forse non sarebbe accaduto lo stesso se Marco fosse stato un pescatore intento ad iniziare la propria moglie ai segreti per far abboccare un tonno.
Ad ogni modo, qualsiasi sia l’argomento trattato, scrivere bene non è facile, ancor di più non lo è trovare autori capaci di mostrarci ciò che stiamo leggendo, e chi riesce a catturare l’attenzione del lettore con la propria  prosa, rendendola interessante come o più dei fatti narrati, può considerarsi pienamente soddisfatto del proprio lavoro.

“Punta sempre al massimo, sei sempre in tempo per scendere”.

                                                                               VOTO 💗💗💗💗💗 SU 5

1 commento:

Marco Canella ha detto...

Grazie mille!!! Recensione bellissima! :)